DECRETO GASOLIO 2026
- Conforma

- 31 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Più risorse per l'autotrasporto e nuove regole su accise e credito d'imposta
Il Governo rafforza le misure a sostegno del comparto dell'autotrasporto con un nuovo intervento dedicato al caro carburanti, il decreto gasolio 2026. Oltre alla proroga degli aiuti già previsti, il fondo destinato al credito d'imposta viene incrementato, mentre vengono introdotti nuovi strumenti fiscali per contenere l'impatto dell'aumento dei prezzi del gasolio.
Per le imprese del settore si tratta di novità importanti, che interessano sia la gestione dei costi operativi sia la pianificazione delle attività nei prossimi mesi.
Decreto gasolio 2026: il fondo sale a 322 milioni di euro
Una delle principali novità riguarda il rifinanziamento delle risorse destinate al comparto.
Lo stanziamento complessivo passa infatti da 300 a 322 milioni di euro, grazie all'incremento di ulteriori 22 milioni previsto dal nuovo decreto.
Non si tratta quindi di una semplice estensione temporale della misura già esistente, ma di un vero aumento delle risorse disponibili, deciso per rispondere al protrarsi dell'aumento dei costi energetici che continua a gravare sulle imprese di autotrasporto.
L'obiettivo resta quello di compensare, almeno in parte, il maggiore esborso sostenuto dalle aziende per l'acquisto del carburante.
Proroga del taglio delle accise sul gasolio
Accanto al credito d'imposta viene confermata anche la riduzione delle accise sui carburanti.
Per il gasolio la diminuzione dell'accisa rimane pari a 14 centesimi al litro. Considerando anche l'effetto dell'IVA applicata sull'accisa, il beneficio effettivo per le imprese arriva a circa 17 centesimi per litro.
La misura rappresenta un sostegno immediato ai costi di esercizio delle flotte, soprattutto per le aziende che effettuano percorrenze elevate e registrano consumi significativi durante il periodo estivo.
Cosa cambia per l'HVO
Il decreto interviene anche sul carburante HVO.
Poiché l'HVO sostenibile beneficia già di un'accisa ordinariamente inferiore rispetto al gasolio tradizionale, lo sconto applicabile risulta inevitabilmente più contenuto.
Durante il periodo di validità della misura:
gasolio e HVO non sostenibile beneficiano di uno sconto complessivo di circa 17 centesimi al litro;
l'HVO sostenibile beneficia invece di un risparmio di circa 10 centesimi al litro.
La differenza dipende esclusivamente dal diverso livello di tassazione di partenza e non da una disparità di trattamento introdotta dal decreto.
Perché sono stati utilizzati due provvedimenti distinti
Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore interesse riguarda la scelta del Governo di intervenire attraverso due strumenti normativi differenti.
La decisione risponde principalmente a esigenze tecniche e finanziarie.
In una prima fase è stato adottato un decreto interministeriale che ha consentito l'attivazione immediata del meccanismo dell'accisa mobile, permettendo così di applicare rapidamente la riduzione delle accise.
Successivamente è intervenuto il decreto-legge, necessario per garantire le coperture economiche utili a prorogare il beneficio per un periodo più lungo, utilizzando risorse aggiuntive del bilancio statale.
Questa soluzione ha consentito di evitare interruzioni nell'applicazione dello sconto sul carburante.
Che cos'è l'accisa mobile
Tra gli elementi di maggiore interesse compare l'utilizzo dell'accisa mobile, uno strumento previsto dalla normativa ma utilizzato finora solo in circostanze particolari.
Il suo funzionamento è relativamente semplice.
Quando il prezzo internazionale del petrolio aumenta, cresce anche il gettito IVA incassato dallo Stato sui carburanti. Una parte di queste maggiori entrate può essere destinata alla riduzione temporanea delle accise, limitando così gli effetti degli aumenti alla pompa.
Nel caso specifico, l'accisa mobile è stata impiegata come misura immediata per sostenere imprese e operatori del settore in attesa dell'intervento finanziario più ampio previsto dal decreto-legge.
Cosa devono fare le imprese di autotrasporto
Le nuove misure confermano la volontà del Governo di continuare a sostenere il settore, ma evidenziano anche quanto sia importante per le imprese monitorare costantemente gli sviluppi normativi.
Per le aziende sarà fondamentale:
seguire la pubblicazione dei provvedimenti attuativi;
verificare le modalità di accesso al credito d'imposta;
monitorare l'evoluzione delle accise e delle misure fiscali sul carburante;
aggiornare la pianificazione dei costi operativi in funzione delle agevolazioni disponibili.
In un contesto caratterizzato da continui cambiamenti, una gestione puntuale degli incentivi può incidere in maniera significativa sulla competitività dell'impresa.
Un sostegno alle imprese
L'aumento del fondo a 322 milioni di euro, la proroga del credito d'imposta e il mantenimento del taglio delle accise rappresentano un sostegno concreto per il comparto dell'autotrasporto, ancora alle prese con l'instabilità dei mercati energetici.
Pur trattandosi di misure temporanee, esse offrono alle imprese un margine di respiro in una fase in cui il costo del carburante continua a incidere pesantemente sui bilanci aziendali.
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